Endodonzia
L’endodonzia è quella branca specialistica dell’odontoiatria che si occupa della cura delle parti del dente che compongono il cosiddetto “endodonto” (la parte “vitale” interna del dente formato da Polpa dentaria, vasi sanguigni, nervi, ovvero tutta la parte vitale posta sotto Smalto e Dentina fino all’apice delle radici del dente).
Con l’endodonzia si evita di estrarre il dente e di curare (e quindi “salvare”) il nostro dente naturale.
La terapia principale è quella endodontica (detta anche devitalizzazione o terapia canalare), ma anche cura di ascessi, pulpite, trattamento endodontico (cura per il granuloma).
La causa principale che può provocare problemi all’endodonto è la carie profonda (ovvero che raggiunge la polpa dentale) e le sue possibili degenerazioni ma può essere necessario ricorrere all’endodonzia anche a seguito di eventi traumatici e/o colpi di varia entità che possono portare al danneggiamento della polpa, alla frattura/rottura del dente stesso o a fratture radicolari.
Questi possono portare, se non trattati per tempo, all’ingresso di batteri nella parte interna del dente (cavità della polpa) che generano in seguito varie problematiche.
Avremo così varie terapie endodontiche
– La Devitalizzazione (o cura/terapia canalare) che potrà essere monoradicolare o pluridadicolare (2, 3, 4 o canali a seconda del dente da curare- incisivi e canino 1 radice, premolari 1 o 2 radici, molari 3 o anche 4 radici). Si rende necessaria quando la carie raggiunge la cavità della polpa.
– Ritrattamento endodontico, cura che si rende necessaria in caso di patologie e/o problematiche, come i granulomi, che insorgono a seguito di una cura canalare non eseguita in modo corretto.
– Il trattamento dell’Ascesso, infiammazione radicolare (se il dente e/o nervo sono “morti” – necrosi dentale). L’ascesso può essere provocato anche dalla presenza di granulomi e cisti.
– Il trattamento della Pulpite, infiammazione molto dolorosa (se il dente e/o nervo sono “vivi”).
– Apicectomia ovvero l’asportazione chirurgica della punta (apice) della radice che si rende necessario quando non è possibile eseguire una devitalizzazione o un ritrattamento endodontico.
I trattamenti endodontici vengono eseguiti in anestesia locale in modo da evitare al paziente di sentire dolore o fastidi durante l’operazione.
La cura canalare
La cura canalare consiste nella rimozione e nella pulizia dei canali radicolari del dente malato. La polpa (e la dentina) infetta verrà rimossa e il canale della radice verrà trattato per eliminare i batteri e poi sagomato. Dopodiché la zona verrà disinfettata, riempita con materiali biocompatibili (la guttaperca, una gomma di tipo naturale), la parte rovinata del dente verrà ricostruita e sigillata secondo il modo più opportuno (otturazioni estetiche o capsule a seconda dei casi).
Viene eseguita una radiografia preliminare per “vedere” la radice e la sua posizione e se necessario delle radiografie in corso d’opera per verificare lo sviluppo della terapia.
In questo studio le cure endodontiche vengono eseguite facendo indossare al paziente una diga in gomma per evitare contaminazioni o ingestioni anche involontarie.
Potranno essere necessarie più sedute per eseguire il lavoro senza rischiare problemi futuri per il paziente. Il post-operatorio (seppur con le dovute differenze individuali) risulta gestibile dal paziente se segue tutte le disposizioni che verranno fornite dalla dottoressa e assume gli eventuali farmaci che verranno indicati.
Un dente in necrosi assume un’antiestetica colorazione scura che si va ad aggiungere al maggiore problema di salute della necrosi stessa. Questa pigmentazione è causata in genere dal degrado dell’emoglobina del sangue fuoriuscito all’interno della cavità o dalla decomposizione della polpa dentale.
La procedura di sbiancamento in questi casi si effettua dall’interno (camera pulpare) del dente stesso invece che dalla parte esterna (smalto) come avviene dello sbiancamento di denti “sani”.
Pulpite
È una patologia dell’endodonto causata da un danno (carie o trauma) alla polpa dentale.
Il nervo in questa fase è ancora “vivo” e la conseguente infiammazione batterica che si genera a seguito del “danno” provoca infiammazioni che generano un forte (a volte fortissimo) dolore di tipo pulsante e una spiccata sensibilità al freddo/caldo.
In alcuni casi si ricorre alla cura canalare anche in caso di sensibilità troppo elevata ai denti (ipersensibilità dentinale). Questa eventualità si viene a creare quando a seguito di piccoli traumi viene a mancare lo smalto che protegge la dentina. Questo avviene soprattutto nella zona del colletto, dove lo smalto è più sottile.
Dove siamo
Lo studio della dottoressa Lidia Lollobrigida si trova in Via dei Lincei, 65 a Roma (zona Tor Marancia – Museo Condominiale di Tor Marancia).
Come contattarci
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